Il fegato e il Reishi

12.08.2015 17:50

Il fegato è la ghiandola più grande del corpo umano e nello stesso tempo l'organo centrale metabolico dell'organismo. Esso assolve a varie funzioni: immagazzina e produce gli idrati di carbonio, prende parte alla decomposizione degli elementi sciolti nel sangue e svolge un ruolo importante nel metabolismo dei grassi e delle proteine. Nella digestione il fegato trasforma l'emoglobina in pigmento biliare, producendo nel contempo gli acidi biliari; è impensabile, quindi, credere di poterne fare a meno anche nei processi digestivi. Non da ultimo, il fegato gioca un ruolo fondamentale nella disintossicazione dell'organismo. Se questo organo non lavora correttamente, il corpo intero ne risente. L'insorgere di malattie diventa l'inevitabile conseguenza della sua intossicazione, anche perchè il fegato è sottoposto a continui stress, anche di un certo rilievo: alcol, farmaci, metalli pesanti, inquinamento atmosferico, e additivi presenti nei cibi richiedono a quest'organo oltre il dovuto. In aggiunta a un'alimentazione sana e bilanciata, che preveda un consumo moderato di alcol, bisognerebbe permettere al fegato di disintossicarsi regolarmente, seguendo alcuni accorgimenti mirati. A tal proposito, il Reishi è valido perchè ha dimostrato di avere un potere epato-protettore. In Giappone le colture cellulari epatiche sono state sottoposte al trattamento con sostanze chimiche, i cui principi attivi pregiudicano fortemente il fegato. Si è cercato di capire se esistano dei rimedi in grado di inibire la loro azione. Tra tutte le sostanze esaminate, solo il Reishi ha fornito risultati convincenti. Sembra, infatti, contenga due elementi dall'azione epato-protettrice. Sono gli acidi R e S Ganoderma. Anche negli esseri umani è stato dimostrato che l'azione epato-protettrice del fungo, di cui già gli antichi erbari cinesi parlavano, si basa su fatti concreti. In presenza di epatiti, i risultati sono stati positivi; dopo la regolare assunzione di estratti a base di Reishi, i valori epatici alti di molti pazienti si sono ridotti notevolmente fino a raggiungere trend regolari, in modo particolare nei valori GPT e GOT (Glutammico piruvico transaminasi). Entrambi i valori indicano sostanze la cui presenza eccessiva nel sangue rivela indisposizioni epatiche gravi. Similmente, si riduce anche la concentrazione di trigliceridi nel tessuto epatico, sintomo di processi anomali. L'assunzione quotidiana di Reishi contribuisce quindi a difendere l'organo metabolico più importante dagli innumerevoli influssi nocivi; non solo: riesce a godere di benefici anche chi è già affetto da patologie epatiche. Per un efficace prevenzione delle malattie epatiche, si consiglia di associare a una dieta equilibrata una settimana di disintossicazione del fegato, da effettuare una o due volte l'anno. 

  • Durante questo lasso di tempo, abolire del tutto il consumo di alcol e, possibilmente, anche di nicotina;
  • Mangiare verdura e frutta fresche, meglio se sottoforma di spremute e succhi;
  • bere solo acqua minerale e te verde;
  • prendere da uno  tre a sei cucchiaini di fungo in tisana meglio prima dei pasti.

Per questa fase di disintossicazione consiglio il puerh con Ganoderma.

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